Torna nei sogni

Tu sei un incubo!

Perche sei scesa dai miei sogni?

ora sei reale ed è un tormento al cuore e alla vista

come ti sei permessa di togliermi l’illusione di averti mia

lontana dagli sguardi corrotti della gente?

Chi ti ha invocato dal paradiso dei miei silenzi?

Sei la mia apocalisse ora che non posso che sfiorare le tue immagini

che lente svaniscono quando non ci sei

Non ptevi rimanere nei miei sogni migliori?

Dove la realtà di queste bestie affamate non poteva raggiungerti?

Ora dovrò amarti ad agni costo

conquistarti l’anima e riportarla in teche di cristallo e oro

Affinchè nulla possa renderti cieca ai miei baci

Scappa ora

o ritorna  nei sogni

ma ti prego

non esser più reale

poichè se tu scomparissi

avrei perso il mio sogno più grande

Cosa possiamo dirci?

Cosa possiamo dirci ora?

Ormai questo scherzo non racconta più nulla

rimane in attesa di azioni profonde

le stesse di cui ne abbiamo paura

rosario e penitenza

per una campagna dormiente

calda al meriggio

e delicata al sentire

Cosa possiamo dirci ora?

giurare universi eterni o dimenticarci lentamente?

sfoggiare nuove corone oppure mantelli per coprire i sentimenti?

cosa possiamo dirci ora?

Che siamo catene di ferro arrugginito?

Potremmoparlarci di come si sta bene

di come la mano accarezza un sogno nell’aria

di come le voci danzano tra chilometri di fuliggine altrui

potremmo parlarci per secol idi come raggiungerci

ma sarebbe meglio

smetter di dirci

e correrci incontro

Il mio rifugio

verdi strappi su rocce bianche..

il marmo di botticino che risuona fiero…

lampi rossi di fragole selvatiche ….

serpenti bastonatori come spade nere

lungo le scie d’erba..

la calma

e il silenzio delle preghiere d’anziani di sera…

un muto rosario che si dimentica dai mariti

bestemmiando nei bar

santi e peccatori…

insieme per libagioni d’avorio colato…

al tramonto….

si incendia il tempo…

ed è pan che riporta la vita a dormire..

L’orlo del cuore

Ho una gran voglia di fermarmi al bordo del tuo letto

quando dormi e mi senti altrove

spiare quelle luci che porti nei sogni

e che mi hanno indicato la strada fino a qui

Hai poche speranze da conquistare

E in tutte hai saputo portare fiorifreschi per adornare un tavolo in legno scuro

Dopo aver scoperto il mondo cosa ti frena dal dipingerci?

un tatuaggio indica la mappa ad un tesoro di foglie di bronzo

una guerra dei bottoni dimenticata nelle campagne irlandesi

Sarebbe il quadro del mio tempo

adagiarti su un prato di fiori d’erica e verde

mentre più in basso una donna canta accompagnata dal vento

una scura fuliggine per disegnare i pensieri

lasciarsi vincere dai nostri occhi  che osservano

Non ricordo bene come tu sia potuta entrare

avevo sbarrato porte e finestre

dimenticato la strada del ritorno

cancellato le mie trace lungo il fiume

ucciso i cavalli che mi portarono

ora che sei qui

prendi una candela

e fatti strada

in queste camere che profumano di pietra

e lascia un racconto sull’orlo del cuore

La processione

Se cercassi di rapire un alito di vento

non avrei buone scarpe per rincorrerlo ogni volta che erompe

mi dicesti “sei come il fuoco”

ed io che pensavo parlassi di stazioni vuote a notte fonda

Sono morsi al lato del cuore

non scordandosi a quei dolori che il canto riporta

le guerre non hanno mai avuto tanta follia

rispetto al desiderio che avrò di te

sono giochi d’acqua sul mio viso

oceani scesi da comete in corsa

cerchi chiusi da armonie elastiche

e tutto un vorticoso sentirsi meglio

nonsarà una forma e non sarà un delirio

ma sarà il contorno dei tuoi occhi a segnare i confini

fino a dimenticarmi di aver vissuto brevemente

e non aver respirato prima di averti incontrato

La favola di fuoco

Ho una favola per le tue notti incerte

dove potrai riposare sull’orlo del mio petto.

Racconta di giorni a venire

momenti da consumare

scene da fotografare con il cuore

sorrisi per gonfiare l’anima e amare

La favola non ha vincitori

semplicemente attori

reali senza false pretese

sguardi coerenti e parole vive

Vive nel tempo e nella volontà

l’uomo agogna a questa favola

ma non ne mette in vita l’esito

Quanta ipocrisia può diventar una carezza

Ed ora capirai questa mia favola

solo se la vivrai..

sarai la benvenuta se lascerai la tua paura e la tua storia

Non ci sarai se non saprai amare…

Il costruttore di colori

Scende da scalinate d’ebano
curvo sotto il peso dei desideri concepiti
sguardo di roccia contro vestali scaltre
chiude le mani a difendere un sole
un colore creato da un regalo ambito
Un verde smeraldo che invoca il suo dio
aspetta temendo di sperare senza sosta
Cosa porterà il circo di sguardi e parole?
Avrà domatori inermi
o nani giganti?
Il costruttore di colori
si fa donare speranze
ogni colore lo trasforma in splendide statue d’avorio
Attende danzando lentamente
come una cerimonia ad Eleusi
dal colore ruba e rapisce
tende reti per catturar sorrisi e labbra argento
Sarai tu con il tuo colore a portar spavento a questo mare?
Sarai la mia tempesta immaginata?
Sarai l’amore corrisposto che non ho mai sperato?
O semplicemente sarai ciò che si ferma al centro dell’universo
per conteggiar ogni lacrima degli dei?
Il costruttore di colori continua le sue alchimie
attende il bussare alla porta
mentre reinventa i colori donati
Li nasconde in una quercia
dentro al bosco di anime che allegre lo cullano
Poche persone avranno il coraggio di avventurarsi dentro questi luoghi
il bosco oltraggia essendo specchio a se stessi
Parti ora che il vento è perfetto…
Ti attende il colore che mi hai donato…
reinventato per i tuoi desideri… finalmente…