Letti a castello

La leggerezza è per stolti
Lunga sul letto di un deserto in piena
Lancia fulmini di benevolenza
A noi che attendiamo
La redenzione dei dubbiosi
Dimenticati in un attimo
Da chi ha fretta di andare
Fiere e balzelli
Per questo vociare
Finito in un ti amo
Dedicato troppo tardi

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Umanofobia

Diserta le file dei molti nulla

sciolti nell’alto dei cieli

da un libro inconsueto

firmato da nessuno che abbia voce

tra finestre grandi come un respiro

per poter spiare fuori

ma protegger il proprio interno.

Dalle strade si scelgono le vittime

a cui abbiamo promesso di sorridere

la violenza di un gesto

che si identifica negli auguri di natale

dove si creano le file

si scelgono i capostirpe

fino a diventare una morte apparente

sulle ali di un volere spezzato

Siete geometrie

e siamo linee rette

indisturbate

maledette

fino all’oasi finale

in cui mangeremo

allo stesso tavolo

su cui abbiamo diviso

le nostre miserie

Viaggio segreto

Simbiosi attraenti

che si inseguono in minuscoli pezzi d’aria

lascive al vociare

delle loro perverse parole d’amore

diventano spazi incompleti

senza mani da  sfiorare

portate al violarsi

come pachidermi di giada

Lasciate le finestre aperte

che entrino i sogni

quelli scappati dalle gabbie della noia

diverse e uguali

nei colori che si invertono

Uomini e donne

sull’orlo del divenire

si contraggono come bicchieri di carta

sulle cime di un monte

ammirato con forza

da milioni di nasi all’insu’