La morte della vita

Fermo in mezzo al brusio che avanza

mi trasformo in anonimo sguardo

per poter esser nominato davanti a qualche giuria assopita

lascio poche cose aldila’ del tempo

per ricordarle appena prima di scoprirle

diventando scena muta

di fronte alla domanda di un bambino

che emerge dal brusio

<Che differenza hanno vita e morte?>

Il brusio incalza e risponde

presuntuoso sul sapere

miliardi di spiegazioni si stendono al sole come a bruciare

senza in fondo

voler sapere cosa sia effettivamente vivere

in una morte giornaliera

Annunci

Prima ipotesi di natale

Ed e’ una luce che si accende inventando nuove follie senza un suono

immobile come un lampo dentro tasche che si riparano dal freddo

questo il sogno appena ci si sveglia

in un cielo straniero

dentro stiletti lucidi

un altro natale da collezionare

forse meno buio

forse meno inventato

sicuramente piu’ codardo

E tra un sorriso che ancora non conosce i suoi attimi

e tra la neve che si improvvisa a scendere

mi dedico un natale meno feroce

augurandolo anche a chi si dimentica da oggi in poi

Io sono drogato… voi purtroppo no!

Dialogo tra B e G

<Passa quella maledetta voglia di farlo!>

<Non ci provare, ho faticato tutto il secolo per procurarmi un pò di questa roba…. ormai non ne trovi in giro>

<Pensavo fossi amico mio, dai fammela provare, troppo tempo che non mi faccio di quello.. dai non esser tirchio>

<Non vedi come sei li? Non ti reggi nemmeno in piedi.. pigro apatico  svogliato, ti trascini dietro i giorni e ogni tua azione. Anche l’anno scorso quando ti sei sposato, ho dovuto ricordarti di baciare la sposa, eri un dannato architetto improvvisato>

<Che razza di ingrato! bastardo ed io che ti ho dato il permesso anche di violentare con giudizi affrettati il mio giorno migliore>

Lui non prese parte all’estrema unzione di questo farsi con ferocia

G se la prese oltremodo e si rituffò nell’oceano dei giorni passati, quelli identici a domani.

B invece si rinchiuse nella sua inutile stanza di cartone

scartò quella piccolissima stagnola e fissò il contenuto con occhi stralunati

Era molto tempo che non trovava un pò di vita con cui farsi

stette molto attento… temeva di sprecarne un pò

Si fece come sempre ma stavolta non poteva rimanere come un idiota a guardar la vita passare…

Sentiva una voglia enorme di uscire, costruire mattoni su ponti

percorrere strade

rendersi un dio appena prima di terminare in vigliaccheria

Si mise a piangere per un secondo

quando l’effetto finì

B era tornato a farsi vivere addosso….

Dipinti sulla notte

Il sussulto di una sveglia
Tra le portate di una notte
In cui si è banchettato
Poco più di un mondo
Confuso e preoccupato
Del mattino imminente

Saremo oggi come sempre
Divulgazioni della mente
Delle scene che ci siamo dipinti
Lasciando a pezzi la realtà
Su un selciato di vetri colorati e taglienti
La memoria di un vuoto denso
Riporta ogni respiro di troppo
Sulle coperte che violente
Cadono a terra