Come mi appare il mondo

Un branco di ciechi dalla nascita che corrono a destra e manca insegnando urlando i colori ad altri ciechi…. ecco come mi appare il mondo…

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Il cosmo in scatola

Era imprevedibile saper plasmare
Modellare con i frammenti del mio cosmo liquido
Scegliere le frasi che hanno creato
sistemarle su scatole di ottone e sale
Ho preso il meglio del mio sorriso
dei miei giorni
degli sguardi che mi hanno bruciato l’anima
Degli amori che ho sconfitto
Delle pretese che ho incendiato…
E le ho chiuse in un cosmo in scatola
danzante al centro esatto di questo universo in piena apocalisse
Salvando così
Tutti i frammenti dello specchio
che ho distrutto alla mia nascita…

Il figlio negato

E’ solo un figlio dei ricordi

alza le braccia al cielo

sopra la folla che attende il miracolo

invoca tutto ciò che la mente gli dona

Mentre l’innocenza cola da braccia adulte

diventando sangue nero e solido

Tutto accade in una stanza

in una periferia della decenza

Dove figli improvvisati sono giocano in macelli di vita

Nemmeno il sole e la luna sono innocenti

Hanno atteso guardando lo scempio di quell’infanzia

Impassibili alla tortura di un sorriso tatuato ai bordi delle lacrime

Cosa vestirai da grande?

Adulto con deserti nell’incavo del sogno

Clochard attempato a soli 15 anni

Dove il tempo è un signore che ti avverte della morte

mentre impassibile vorresti tornare in quel letto sporco e occupato

Tutto corre così in fretta quando hai occhi comprati in saldo

diventa tutto così improvviso quando hai come balia un pupazzo senza braccia

E sciami di parole che avresti dovuto vomitare sopra inutili gesti

Ecco ciò che siamo diventati saggi ubriachi che scorrono nelle vene del mondo

insieme ai doni da sacrificare al dio degli uomini

Il vecchio secchio

Il vecchio secchio non tiene più ricordi
salva anime in pensione
chiama amori da una finestra murata
il vecchio è uno strano dubbio
una ruga di coerenza sopra la parola fine
mentre noi vorremmo lottare per un Seguito non presente
gioca poco con i tuoi sofismi
hanno gli anni che ami
gli amori che ti neghi
sono un vecchio con speranze concrete e infantili
dove miro con una fionda le finestre delle tue inibizioni
uno sciocco appuntamento
dimenticato da anni e cancellato dalla coscienza
donati anni più chiari di questi
avremo più spazio per nuovi buchi nel soffitto

Principi Azzurri Psichedelici

Scorre da tubi al neon sotto forma di un soffio

lo hanno dimenticato in una delle tante stazioni della periferia dei libri di favole

Non  esistono più forme attese

Nessuna principessa che abbia la decenza di farsi salvare

Ora indossano divise uguali

sempre più macerate da trucchi e rossetti fosforescenti

Non è poesia quella che cade nel lavandino

è residuo di notti diagonali

hanno certezze ad ogni pasticca che celebrano

Il resto è un indecenza del tempo

del rimmel sbagliato su visi vecchi di anni

Rimani indeciso se accendere i tuoi sogni

deboli alla scelta

uccisi e torturati dal troppo prenderti sul serio

Non abbiamo più bisogno di principi azzurri

Le nuove signore

voglio principi azzurri psichedelici

qualcosa che non sia una torta dimenticata nel frigo

nemmeno un secondo

nemmeno un tempo migliore

non più ciò che sarà

Un adesso ubriaco che vacilla tra ieri e domani

Siamo favole a cui hanno strappato le ultime pagine

negandoci il “e vissero felici e contenti”

Ci hanno improvvisato fino alla vittoria del cattivo

Senza santi ne dei che salvano

Vogliamo il nostro lieto fine

e non importa se è ad un passo dal bianco delle pagine

troveremo qualcun altro a cui far romanzare le nostre quotidiane noie

Ed ora bacia quel rospo da giardino

e come per una magia ubriaca

come se il destino avesse lo stesso sadismo del tuo non far nulla

ti ritroverai a bere con un principe azzurro psichedelico che ripete: “che ore sono?”

Labbra di corallo

Preferisco i tuoi risvegli
alle più belle albe che mi troveranno
preferisco i tuoi sogni
ad ogni notte in cui ho corso negli incubi di dio
non può esistere sole o colore
se tu non sorridi
sarebbe un crimine atroce
gli universi stessi ti cullano
appena prima di morirne tra le tue braccia
scelgo la vita che sgorga dai tuoi occhi
ad ogni compleanno felice
scelgo il tuo esser felice
ad ogni regalo di natale
e quando la terra vorrà esser amata
non vorrò altro che riposare in eterno
sulle tue labbra di corallo bianco

La mantide suonatrice d’arpa

Alza le spade fino al limite del suono

decide le proprie note come fosse un degno suonatore

Signora del non volere

Amante del potrebbe

Una caricatura d’orchestra tra foglie di acciaio sporco

Inizia il suo concerto scuotendo le chiome di leoni di marmo

ritorna sui passi di un motivo affilato

taglia in due le ragioni

spacca le illusioni appena prima di baciarle

Inonda i cieli di soffi colorati

Diventa cielo diventa inferno

Paradisi di stoici avanzano

Non si ferma

danza sulle corde

inneggia celebrando le spine dentro al cuore

deve finire

deve terminare il suo armonico suicidio

Gentile oltre la morte

Lacrimando scene felici

Vortice di sogni dipinti a metà

terminati in note spezzate

E’ un amore di rara bellezza

quando la mantide diventa suonatrice d’arpa