Principi Azzurri Psichedelici

Scorre da tubi al neon sotto forma di un soffio

lo hanno dimenticato in una delle tante stazioni della periferia dei libri di favole

Non  esistono più forme attese

Nessuna principessa che abbia la decenza di farsi salvare

Ora indossano divise uguali

sempre più macerate da trucchi e rossetti fosforescenti

Non è poesia quella che cade nel lavandino

è residuo di notti diagonali

hanno certezze ad ogni pasticca che celebrano

Il resto è un indecenza del tempo

del rimmel sbagliato su visi vecchi di anni

Rimani indeciso se accendere i tuoi sogni

deboli alla scelta

uccisi e torturati dal troppo prenderti sul serio

Non abbiamo più bisogno di principi azzurri

Le nuove signore

voglio principi azzurri psichedelici

qualcosa che non sia una torta dimenticata nel frigo

nemmeno un secondo

nemmeno un tempo migliore

non più ciò che sarà

Un adesso ubriaco che vacilla tra ieri e domani

Siamo favole a cui hanno strappato le ultime pagine

negandoci il “e vissero felici e contenti”

Ci hanno improvvisato fino alla vittoria del cattivo

Senza santi ne dei che salvano

Vogliamo il nostro lieto fine

e non importa se è ad un passo dal bianco delle pagine

troveremo qualcun altro a cui far romanzare le nostre quotidiane noie

Ed ora bacia quel rospo da giardino

e come per una magia ubriaca

come se il destino avesse lo stesso sadismo del tuo non far nulla

ti ritroverai a bere con un principe azzurro psichedelico che ripete: “che ore sono?”

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