V° Virtù dell’Uomo – Follia

Ho visto una bocca cosparsa di miele
che chiedeva al suo sogno
di non voler finire
Urlava e gridava lasciava brandelli di parole negli angoli del desiderio
Ero nato ago, cercato trovato usato
arrugginito…
Rinato come istrice dal sorriso isterico
Fai scorrere le tue montagne di animali da circo
Son tristi vedi?
Lo vedi????
No non lo vedi
passano attraverso le porte di una casa in rovina
le tigri si siedono dove mosche han appena finito di pranzare
Ah se solo avessi una mano in più
potrei darmi fastidio ogni volta che non ne ho bisogno
Ma non mi importa
sarò triste
non importa
avrò pianto?
no
avrò un desiderio?
no per nulla
Smettila di parlarmi
Smettila tu
Sono due metà di una stessa quartina
Mi son nascosta nella nota di un compositore di vetri rotti
era così dolce lasciarsi cullare dai suoi artigli
laceranti e benevoli nel suo esser così sacrificabile
Sono ricco!
Ho uno straccio sporco come regno!
Chi voi più ricco di me?
Mi rotolo con esso nel mio viaggio verso il fiume
non sento dolore
il dolore rinforza le pareti del mio cielo strappato

Ora me ne vado…
Ma non pensate di perdermi di vista..
Sono sempre alla ricerca di giocattoli da rompere…

Come..? Chi sono?
Ah si perdonatemi….
A volte dimentico anche di esistere…
Sono semplicemente…
…la vostra follia….

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IV° Virtù dell’Uomo – Illusione

Convincimi…
Che questi secondi siano il meglio che abbiamo
Le giornate scorrono su un vociare scadente
Quando imparerai a non guardare ma a vedere?
Ti sei spogliata di pochi ricordi che a malapena ti facevano respirare
Toglimi il tuo sguardo così docile
Così vinto
Sarà un convivio di forme e odori
Una cena su cui inviteremo le poche speranze che hai assecondato
Invitati di un giorno a ritroso
Un silenzio tra le mani che ti vorrebbero ancora
Sei un bersaglio cieco
Una voce spezzata da tutte le mie bugiarde dolcezze
Non crederai ancora di poterti scappare
Non vivresti più di un secolo…
Scegli la tua forma e giocati la fede nel tuo lacrimare…
Avrai un tempo più cattivo dove poter sorridere…
Scelti da mani nemiche
Ansimando risaliamo quel monte
Creato da tutti i vostri desideri
Siamo ciò che voi avete pensato
Siamo la forma, il colore, la voce, il tempo che voi stessi avete pensato di vivere
Sarebbe troppo semplice lasciarvi perdere
Siete ancora la nostra migliore perversione
Non siamo così distanti dal vostro respiro
Siamo più lontani dal vostro credere
Non ricordo il motivo per cui vi ho creato
Eravate uno scherzo con cui riempire il pensiero di dio
Potevate esser un esempio ed invece siete lo scempio della vita
La peggior vittoria del mio sognarvi…
Voi vedete ma non guardate
Siete ciò che io decido voi siate
Ora siete solo ciò che voi stessi adorate
La vostra schiavitù senza sognare
Un desiderio impaurito che avete timore di soddisfare
Alla vita portate doni
Adorate la speranza senza muovere il desiderio
Pensate sia facile tenervi ancora in vita?
Sognare quei pochi momenti felici che vi danno respiro?
Inizio a non sopportarvi più..
A non avere voglia di giocare con voi
Ho smesso anche di suggerire a dio come torturarvi…
Sono l’illusione…
Regina dei vostri giorni…
Morte della vostra vita…

III° Virtù dell’Uomo – Ira

Ti osservo salendoti alla gola
E’ preferibile sparar sopra i riflessi più chiari
in modo da non poterne più e liberare i nervi
Tensioni da scatole di metallo
rumori impegnati sono quelli che si rendono sottili alla furia…

Se non fosse che vivi sulla schiena
e il tuo manto diventa sempre più opaco
potresti anche rinnegare la tua stessa esistenza..

Ma poi io ti dono la scintilla che ti rende improbabile
Divinità illusa dal mio scorrerti nelle vene
Il sangue diventa luce ardente
fiamme di liquida e disarmonica convinzione
Cento mani potrebbero sfiorarti ora
ma nessuna lascerebbe la tua essenza in vita

Sgorga dalla mente come un pozzo invecchiato
sono la tua anima e la tua stirpe
il tuo senso di potenza stonato

Avrai anche i tuoi momenti liberi
scelti tra le carte in un mazzo segnato
Abbandonati a quello che illudendoti credi
sono qui e sono perfetta
Ho tutte le parole che inventi
urlandole da solo in una gabbia muta

Nessuno può lasciarti andare
nemmeno la tua stessa volontà
sei uno stupido presuntuoso vestito di respiri
Non vali un talamo restaurato

Corri e non lasciar che ti prendano
vorrebbero rubarti il nulla che nascondi

Solo alla fine della strada
resterai deluso e sfinito
corso e rincorso da fantasmi indifferenti
Che non degnano alla luce uno sguardo
Sei illuso e solo mi senti ridere
Potenza svanita
ferri alle tempie…
Sei un diavolo a molla che non ride più
Ed io sono la tua ira…
La sposa negata
l’amante capricciosa…

II° Virtù dell’Uomo – Accidia

E mi lascio cadere dentro ai miei occhi
Stanco del senso che sfugge alle mie parole
Dondolo come se fosse un vento a credere
invece è solo l’urtare tra la gente che sconfina nei miei pensieri
Sono idealmente morto
Staticamente vivo
Permetto che anche l’aria si fermi a rendermi omaggio

Posso sopportare catene di ricordi
ma posso tenere questi fogli gialli e cancellati?
Polvere che non si ferma rimanendo immobile
Si insinua nel mio gesto come un cappio sottile
e mille note senza lettere inondano quei pochi sorrisi

Mi siedo sopra un tempo da marosi
certe scene da cieli viola e corvi canterini
Investi il tuo amore in questa folle corsa immobile
Rendi perfetta la mia smisurata volontà di espandermi
implodendo in una bolla di soddisfazione

Certo che il tempo passa
e io lo vedo scorrere
Ormai lontano anche per raggiungergli la coda
E’ una festa dove siamo bendati
e cerchiamo di rompere un vaso dove tengono chiavi arrugginite
Servimi con devozione e una lenta processione
ti donerò la tranquillità di un oblio a contrario
Qui non dovrai temere i pensieri
qui non hanno il coraggio di entrare
Stenditi sopra le tue foglie ingiallite dal tuo vivere
Chiudi le porte a quel mondo rumoroso
Inventerò per te un eterno fermo immagine
su un bagliore bianco perenne…
Lasciati sognare figlio mio…
Lasciati stare
Non devi più scappare dalle mie labbra

I° virtù dell’uomo – Egoismo

Sopra una pila di scatole vuote di cristallo
Tesso la mia veste
aggiungo un pezzo di altra stoffa ad ogni secondo…
Aggiungo scatole vuote…
Sempre più…
Fino a vedervi come sciame nelle vene del mondo.
Rosso, bianco, nero… ogni stoffa è rubata
Ti permetterò di cercare le risposte nelle scatole
Ma solo fino a che ne avrò voglia
Ho nascosto le mie paure
rendendole sicurezza
morirei se solo tu le sfiorassi
Tutto ciò che vedi è mio
ed è il mio mondo
Intorno a me non ha senso nulla che non sia catturato dal mio sguardo
Ciò che non vedo non esiste
Ciò che non sento non ha motivo di parlare
Al mio passare sono i sassi a rotolare dentro alla mia anima
Mentre aggiungo scatole alla mia babele perversa
Voi siete solo quello che vedo…
Se chiudo gli occhi tutto cessa di respirare
L’aria stessa non ha motivo di credersi
Io esisto perché qualcuno mi sta spiando
Non cercare di fermar la mia logica
crollerebbe come carte in rovina
Poiché è una realtà chiusa in se stessa
Poichè voi esistete solo se vi vedo
Poiché voi respirate solo se vi sento…
Voi sarete sempre solo ciò che dalla mia babele decido…
Fino a scornarmi con il presente
e vedermi solo mentre tutto il resto vive
e non mi guarda nemmeno…