Le vergini oscene

Le scelsero solo per la loro improbabile bellezza
Come cuscini poco comodi
Senza offerte per la dote

Ed erano vergini dagli occhi di brace
Arcobaleni osceni di vendette da pregare
Contro coloro che le avevano
Sporcate di veleno

Ed ecco che le processioni
Delle pazze d’orgoglio
Orologi sbagliati
Su una vita in ritardo

Ma cosa vorranno alla mia porta sul tetto
Bussar canzoni con quelle nocche stanche
Non ho mai deciso di aprir il loro timore
Ne di ascoltare le loro troppo banali storie
Dove la morte le ha rese immacolate  e sante
Le lascerò morir d’attesa
Per mille notti ancora
Fino a che un uomo
Non ne troverà scusa
Da renderle vittime divine

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