La paura delle favole

L’uomo azzurro
cammina per far stancare la morte
nelle segrete dove il pittore
maledetto ama e dipinge
La donna trasuda fango
Sono i peccati di un inverno
dove la passione vince
sui dormienti che sognano

La vecchia innaffiava bambini
li curava con la sua morte
gli occhi neri di un giglio
cibando con pezzi di se
Era l’inferno della dolcezza
e i suoi figli tornavano a vivere
tra le carezze del giardino

Torna dai campi grigi
dove ogni spiga è in croce
la donna che aveva solo gli occhi
si strappava i ricordi dal cuore
li seminava nel vento
cantando una ninna nanna
senza bambini

Ed ora dormi
e portati nei sogni
la paura delle favole
dove cacciatori di preghiere
immolano le speranze
di inutili foglie d’oro

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