Orsi di peluche

Ho martoriato piccoli suoni dietro la porta
curiosavano troppo dalle feritoie di un sapore
le sirene alzavano la polvere per rubar la libertà di qualcuno
le scienze esatte non ebbero la meglio
sui dubbi del terzo figlio

ne il primo sapeva cantare
ne il secondo sapeva giocare
il terzo solo sapeva guardare
tutti gli altri
regalati la sicurezza di un orso di peluche
culla le notti a fantasie innocenti
portando in dote
incubi di cristallo nero
Ora non essere e dormi
era solo un parto ghiacciato
nell’immortalità di un futuro
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