Non portatemi dove

Ho vinto un viaggio scomodo
in piedi appeso al tempo
spinto e stretto da bolle d’aria contraccettive
Mi porto altrove come sempre

come uno stupido impasto di melassa
come una preghiera ubriaca e senza richieste
accendo candele di compleanno
sulla bara dei genitori di qualcuno
i migliori carnefici del tuo sorriso
Ed ora portatemi dovunque
ma non ancora dove non sono stato
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