Logica divina

Vi sono grandi uomini

di cui il corpo diventa scudo

diventando giganti contro il sole

difendendo il pianto di un bambino

Ve ne sono altri

che fanno molto più rumore

di un temporale pericoloso

ma sono infinitamente piccoli

ti possono divorare

nascondendosi dietro donne e senza scampo

puzzando di aceto e sabbia sporca

 

Questo il peccato di un dio non più bambino

divenuto adulto a cui non piace più giocare

Non si interesa più ai suoi soldatini

 

Prima si arrabbiava

fino a far tremare le pareti di speranze

Ora distrattamente

si ricorda di gettarci gli avanzi

 

Non è più una scusa

Poichè nessuno ha invocato l’errore

Eredità perversa dell’immagine e somiglianza

 

Dovrei trovarlo buffo

Ma in ciò che nasce dal scegliere l’uno o l’altro

dove il peccato prende definizione?

Non è forse anche satana figlio di dio?

Sono domande che scivolano sulla carne

Ma il diritto alla logica è superiore

L’unicità è la stessa medaglia

E’ solo impossibile che si guardino

Pienamente corrotta

Maledici pure le mie domande ora

non andranno bene al clero degli uomini

Mai potrò esser accusato

di non averti dato

una possibilità di esser perdonato

 

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