Vivisezione

Lo guardai come si fa con i primogeniti altrui

quegli occhi tristi di pane e burro

le mani legate dietro la nuca

le gambe raccolte a ricordarsi venti e più favole

piangeva senza ritegno

la paura si fondeva con il nero del pavimento autoctono

era tutto pronto appena prima di festeggiare il problema di sempre

La suora in latex viola puliva le cicatrici con cui avrei operato

un enorme insegna al neon con su scritto “applausi”

ricordava al pubblico pagante come comportarsi prima di inorridirsi

<Ho fame> disse la vittima

tra un sorriso e un urlare intermittente

era indecisa se provocare panico o pietà

Inarcava le ciglia del suo volente piacere

diventava stesso peccato di quanti non avrebbero assistito

E mentre la musichetta dei jingle spronava la felicità

nelle famiglie a tavola

i riflettori incutevano il timore di reverenza ai piaceri del misfatto

La famiglia attendeva l’esecuzione in sacro silenzio

senza toccar il cibo sponsorizzato da cerberi incalliti

Il crocifisso appeso al muro ripensava alle ben più solitarie preghiere di una volta

mentre sistema la fascia di reginetto dell’illusione

Genuflettersi per collaborare gridava il regista

poneva la stanza in anteprima sui confessionali aperti al mondo

E gli applausi di incoraggiamento stendevano mani di velluto

sopra il corpo martoriato della vittima felice di esserlo

Ti renderanno il dolore dei canali a pagamento

sarai martirizzato dal non aver rinnovato l’abbonamento per vedere le partite

Alla vittima aggiustano il trucco

il regista castra la solidarietà con un “più audience!”

mentre sono solo le cavie del grande fratello a scriver testi scientifici in voga universitaria

La valletta insudiciata di lustrini usati

entra sorridendo al dolore che gli è costato il nulla

si avvicina al corpo di colui che verrà introdotto alla morte

Siamo puttane dai denti bianchi

idolatrati da prodotti di beneficenza ai posteri

Siamo paladini del bene perfetto visto solo in una telecamera

L’occhio della gente ha i suoi minuti di spot pubblicitari

sensazioni di consueta maturità televisiva

Ora accompagnata da corpi nudi la vittima viene issata sulla croce alla moda

ed è un martellante applauso di solitudine che la accoglie al martirio

Benvenuti al sacro e profano immolare

vivisezione degli intenti

scatole vuote da riempire di buoni sconto

pomeriggi domenicali a intagliare cataloghi di premi

telefoni irriverenti per rispondere alle domande dei sorridenti nuovi dei

E la vittima sorride

truccata da provino felice

triste poichè non apparirà nella replica del sabato

ma ci saranno madri pronte a prostituire i giochi delle proprie figlie

perchè possano sorridere in tv

Siamo maldicenze sussurrate in segreto davanti a milioni di interessati incoscienti

Ed ora lasciate che lo spettatore sia vivisezionato

l’ultimo spettacolo di un desiderio mai espresso

ma che la gente vuole

desidera

smania di morte in diretta

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