Se lei potesse

Dove sono andati a sospirare quei momenti?

Un presepe senza mura di ferro a dimenticarlo

E’ un momento senza scatti

Ogni cosa ha la sua esatta movenza

Scene di caccia sui muri di un tavolino

Un bar in ombra mentre fuori il sole è cacciatore

Viola il tuo nome e avrai la mia risposta

Dove sono andati a morire i ricordi di ieri?

Oggi non hanno più forma

Si sono arresi al mio divenire sempre più incoerente

Una carezza sopra un polverone di parole

inutili

Lei si aspettava la vita immaginata

ma non ha mai preso parte ad essa

Lei immaginava la crocifissione del tempo

Il martire della follia

Lei ha ucciso i suoi dei

Li ha sepolti nei deserti dei suoi occhi

Lei non sa più amare senza paure

Lei non è

Per questo non hai più figli da generare

La paura del tuo attimo

è la condanna delle foche ammaestrate

il giudizio estremo di un mondo distante

Dove le parole hanno saputo trovar posto

sedersi

e addormentarsi senza sogni

Lei si sveglia e il sole si nasconde al suo sorriso

Negata dalla vita a dimenticarsi le presunzioni

La perfezione di un nulla

schiavitù che urla tra le sbarre

Eppure non le vedi…

Sei da sempre schiava di una gabbia aperta e in rovina

Ora il tempo si nasconde alle poche parole che ancora ripeti

Manichino dei sentimenti

manovrato dalle paure

Mi dispiace

Sono un passo oltre il tuo sguardo

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