Anche il vento scende in guerra

E sono i cadaveri dei ricordi a risorgere

quando inizi a camminare sull’orlo di una vecchia gonna scucita

laceranti attese in fila per raccogliere amori da mercato nero

E’ la guerra dei propri giorni

che si combatte da codardi senza viso

Nascondendosi nelle rovine di case che avremmo dovuto ricostruire

stando bene attenti al coprifuoco dei desideri

Si muore solo da vecchi perchè si è stufi di vivere

e fin troppi vecchi adolescenti si vedono ai lati di un sogno alterato.

Chi sarà stato il mandante di queste guerre

Siamo signori della guerra impazziti

che attendono in una sala di sudari capovolti

lascia che sia la polvere a coprire i miei occhi

dice il savio

Lascia che la polvere scorra da un cielo antico

dice l’ubriaco

Sui muri del giorno dopo

troveremo scritte che inneggiano la libertà

e manderemo squadre della morte a catturare

qualcosa che vorrebbe il ritorno dei nostri sorrisi

quelli veri

quelli che salgono a scuotere la mente

fogli strappati in balia dei venti che soffiano da nessuna origine

torneremo con meno presunzione a quella falsa partenza

Invocando aiuto senza vederci con la mano tesa

Questa guerra inizia nel momento stesso in cui ci facciamo caso

contemplandoci al contrario

annaffosamente pensanti

complicati senza utilità

Questa guerrà è la vergogna dei molti

la morte degli assoluti

la furia del non esserci stati

giudicati da un bambino che ci chiede:

<perchè dovete farlo?>

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