L’ultimo canto di Chu Chulainn

Pagherei tutte le vite inutili
pur di diventare un pagliaccio a molla senza sentimenti di cartapesta
invocherei il dio del nulla
per innevarmi di sospiri
lasciarmi scorrere come acqua tra le valli
bagnando i segreti del bosco
rubando foglie morte e gemme di rugiada
non vorrò altro che questo
che il mondo mi dimentichi
ma che non lo faccia il sussurro dei boschi
quegli occhi fragili di vita incendiaria
non mi dimentichino i monti
le strade sopra le paure dell’uomo
Preferisco vivere all’interno della bellezza del mondo
che sotto pietra scolpita dall’uomo
sarò Chu chulainn che non vuole morire sdraiato
sarò il mio testamento che scorre nella linfa del vento
sarò ogni cosa che si estende oltre lo sguardo dei ciechi
Vi dimenticherò
lo farò volentieri
sarete ancora inutilmente a perder tempo nel vostro inutile premio
scoprendo che sarà sempre troppo tardi per vedersi le mani

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