Un passo prima di scordare

Il vento sarebbe una buona scusa
quando tutto intorno diventa caotico
le pietre iniziano a digrignare quei loro piccoli sogni antichi

Senza scorte sarebbe un secolo di pura salvezza
invece siamo qui a ripagare montagne di agnus dei sacrificati all’orgoglio umano

Lento e acerbo, divinamente ubriaco
osservo il crescere dei giorni
il loro diventare adulti
le loro malefatte necessarie
senza istruirmi sul come non sporcarmi la pelle

Osservo inconsueto e instabile
sopra un mondo di mani aperte
sopra i stessi girotondi di fuoco
dove i sogni vanno a scaldarsi prima di immolarsi

Sono stato e sempre sarò
ciò che hai al tuo sogno
ciò che vorrai io non sarò
Una sciarada tagliente
una prova sottile
una danza sulle dune del deserto
fino a scomparire del tutto
come una Atlantide conosciuta

Affonderò le torri
le guglie
gli arabeschi e le profezie di una cieca baldanza
ma sempre necessaria e deleteria
per quanti non sopportano gli echi nel bicchiere

Ho un bulino ma non ho la spada
questo potrebbe essere una condanna
a ben più peggior morte che respirare il marcio
vivere sorridendo senza volontà

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